Director's Cut

Incontro Commisso-Fenucci a Casteldebole. Il video del pullman non mi è piaciuto affatto!

Nel nuovo Director’s Cut, l’attenzione è focalizzata sull'incontro a Casteldebole tra Commisso e Fenucci e il video girato sul pullman della squadra

Alberto Bortolotti
14.02.2021 10:43

Claudio Fenucci (ph. bolognafc.it)

Nella sera in cui lo Spezia, una neopromossa (esatto, quella che è venuta a banchettare al Dall'Ara in Coppa Italia), batte la capolista Milan (il Bologna con il livello "europeo" ha messo insieme 1 punto su 27 disponibili) ci sono troppe cose a tinte rossoblu su cui ragionare. Da tutte queste provo a trarre una morale generale: non è più solo o tanto una questione di risultati, deludenti nella misura in cui si voglia credere a quello - esagerazioni? Va bene, concesso - che viene raccontato, con sfrontatezza sempre maggiore (questa giunge addirittura a "sfidare" l'opinione pubblica nel nome di improbabilissime soddisfazioni future). No, qui i segnali sono incontrovertibili e vanno da un' assordante assenza di 365 lunghissimi giorni del Capo Supremo (certo, mi racconteranno che è tutto normale, come no) alla novità più recente, ovvero facciamoci beffe pure dei 1000 tifosi che sono rimasti perché tanto possiamo scaricare sulle loro tavole anche un camion di letame: trangugiano pure quello, sono oggetto di un esperimento sociale sull'abbassamento delle loro pretese che dura ormai da oltre un lustro. Il "nuovo" calcio, te lo vendono come fosse cioccolata, ma ha solo lo stesso colore.

Peccato che una figura simbolo del mondo ultras, indispettito da un video troppo "perculante" per essere tollerato anche dai più miti e dai meglio disposti verso i salmi responsoriali quotidiani (1) arbitri cattivi, 2) infortuni ripetuti e devastanti, 3) media poco accoglienti però 4) giovani di valore e 5) centro tecnico attraente, cinquina !), tuoni in maniera inequivocabile dalla sua pagina Facebook: "oggi me lo sono rivisto attentamente (il video) e sinceramente non mi sono piaciuti affatto i commenti, le risatine e il menefreghismo che aleggiava. Ci vuole più rispetto verso centinaia di tifosi che in una freddissima sera stanno ore e ore ad aspettarti…ci vuole più rispetto per una tifoseria che ti sostiene e ti perdona tutto. "Cari” occupanti del bus ci vorrebbe poco per far vedere la vostra gioia nel vedere tanti tifosi che sono li per voi…invece di tenere questo atteggiamento alla marchese del grillo. Con me avete chiuso". Dito puntato verso il mister, il più ciarliero sul pullman, che si esibisce spesso con malcelata arroganza e maleducazione nelle conferenze stampa, ironie grottesche su colleghe, nomi di testate, intemerate su fantomatiche talpe e noncuranza delle "prescrizioni" dell'ufficio comunicazione. Del resto la società gli lascia fare quello che gli pare e il mondo politico lo ha addirittura inspiegabilmente premiato con una incomprensibile cittadinanza onoraria, tutti i partiti principali in fila a provare a incassare, lui tramite, dividendi elettorali e ora, come era ampiamente pronosticabile, tutti che non sanno come uscire da un cul de sac in cui si sono cacciati da soli. Sarebbe invece il caso di ricordarsene, alle imminenti amministrative. 

Eppure la vicenda stadio tiene botta. C'è un dirigente rossoblu che, quando sarà finita l'era Saputo (no, sui tempi non ho notizie. Sulla direzione di marcia, visto l'andazzo, ho pochi dubbi),forse potremo rimpiangere. Nelle mie - doverose, dal mio punto di vista - critiche e, certo, polemiche con il Bologna calcio - che faccio con cognizione di causa da 6 anni perché questa proprietà non mi convinceva allora, figuriamoci adesso -, Claudio Fenucci resta uno che almeno dà l'idea di averne un'idea. Si è ritagliato uno spazio di "sensale" del pallone per cui sta provando a mediare perfino tra Commisso e il Sindaco Nardella, fierissimi nemici sulla ristrutturazione del Franchi. Il patron yankee-calabro, come ci ha raccontato il suo entourage, è stato recentemente ospite a Casteldebole per prendere spunto sul progetto del costruendo centro tecnico viola. E in quella sede il manager romano gli ha riferito che addirittura spera di avere pronto lo stadio provvisorio a Fico per settembre, quando gli piacerebbe venisse posta la prima pietra del nuovo Dall'Ara. Certo, bisogna vedere se il sindaco "incoming" (De Maria ?) confermerà la elargizione di 30 milioni di denaro pubblico annunciata da Merola: fatto possibile, ma non certo. E, in ogni caso, la messa in opera del cantiere allo stadio serve soprattutto a capitalizzare il club, quindi a renderlo più vendibile.

Ecco, dopo l'analisi che ho cercato di fare in modo succinto ma - spero - completo, ironico, passionale e dettagliato, mi chiedo quale possa essere il senso - rispetto al Bologna calcio - di una attività giornalistica fredda, asettica, anonima, poco partecipata, algida e distaccata. Nello stesso "pezzo" si può tenere un registro di cronaca e uno di opinione, non ci vedo il problema. I social possono essere una cloaca ma anche una opportunità. D'altra parte invocarli come nemici è antistorico da quel dì: i tifosi proSaputo che hanno elogiato Sabatini hanno contestato i cosiddetti "leoni da tastiera" con un comunicato uscito su Facebook! I tifosi e il giornalista che hanno "processato" me lo hanno  fatto - io in contumacia, chiaro, neanche ti avvisano dell'udienza... - in diretta radio...e Facebook! Insomma, la coerenza, questa sconosciuta, la deontologia, questo fantasma: eppure le figure "doppie" della mia categoria sono ben riconoscibili, basta solo mettersi gli occhiali. 

La squadra? In questo clima, anche avesse potenzialità migliori, non decollerà mai. Finchè si sta sopra il punto a partita, tanti rischi stanno lontani. Prima di irrobustirla, a giugno però sarà depauperata di un paio di pezzi pregiati. E il nuovo allenatore dovrà portare il suo personale mattone all'ennesima edizione della pochade dal titolo "Fuoco e Desiderio". Uno spettacolo, in un teatro con il riscaldamento rotto, con attori modesti scelti da un impresario con i calzini da rammendare.