Assist Storie di Basket

La Virtus sfida se stessa e il campionato di basket

Alessandro Pajola è il miglior italiano, uno dei top in assoluto della serie A che parte nel week end

Luca Corsolini
21.09.2021 23:36

Quanto vale la Supercoppa ? L'anno scorso la vittoria di Milano sembrava la fotografia della depressione di un campionato convinto a settembre che si sarebbe giocato solo per il secondo posto. Come è andata a finire lo sappiamo: cappotto della Virtus in finale a Milano, dopo coppa Italia vinta dall'Armani, e dopo il ritorno alle Final Four di Eurolega della stessa banda di Messina. Quest'anno la vittoria, netta, della Segafredo regala due possibili interpretazioni. La prima dice che Bologna è 5-0 con Milano, se vogliamo guardare la continuità. La seconda è che la Virtus è la favorita per succedere a se stessa, se valutiamo il momento e le novità. Perchè Sergio Scariolo, che intelligentemente ha detto che una vittoria va sempre bene, ma a settembre conta meno che in primavera, ha allungato il lavoro di Djordjevic aumentando il numero dei protagonisti, insistendo ulteriormente sulla difesa. E, col vantaggio della Eurocup che parte più tardi, la ricerca al sostituto di Udoh, che pure è urgebnte, potrà essere più ragionata.

Poi, Pajola

Non ero al palazzo stavolta. Non so se è tata distribuita la solita scheda ai giornalisti perchè indicassero l'Mvp. Dal divano non c'erano dubbi, non era neanche da fare il sondaggio. Alessandro Pajola è stato l'Mvp per quello che ha fatto, e come, e soprattutto per quello che non ha fatto: la rimonta di Milano, firmata da qualche minuto di furore agonistico di Rodriguez, c'è stata con lui in panchina a rifiatare. E ancora, lo stesso Pajola è l'elisir di lunga vita di Teodosic, e ancora di più lo sarà, in compagnia, quando arriverà Mannion. L'autografo che Pajola mette suille partite, dai playoff dell'anno scorso in poi, anche nazionale, è soprattutto emotivo: compagni e avversari avvertono la sua presenza, i primi con ovvi benefici, i secondi con una sofferenza ormai evidente ad esempio di Delaney a beneficio del quale valgono le attenunanti che valgono per tutti. Siamo a settembre. Però un nome è da fare, anche perchè dobbiamo conoscerci tutti alla vigilia di una stagione difficile. Il premiatore di Pajola era Massimo Ghedini, prossimo amministratore delegato di Discovery Media, la concessionaria pubblicitaria di Discovery+, la tv del basket, e magari lui saprà sviluppare meglio rispetto a quanto successo finora il gioco di squadra tra campionato e squadre. E'un professionista serio, con ottime conoscenze, con la giusta passione. E non si arrabbierà se dico a confermare il tutto, specie il discorso della passiuone, che è un tifoso fortitudino. Pena che gli è toccato omaggiare all'esordio.

Domani, due campane

A Bologna Gandini e Petrucci presentano il campionato, insieme, perchè adesso non è proprio il momento di essere separati in casa, a maggior ragione dopo aver visto Massimo Righi, il signor Lega Volley, a bordo campo con la Nazionale di volley che ha vinto l'Europeo, non per sua invadenza, anzi, è un maestro di discrezione, ma perchè richiesto da tutti. Il messaggio forte, facile previsione, riguarderà la capienza dei palasport: siamo un mezzo pubblico, trasportiamo la passione della gente, dunque come per gli autobius vogliamo che l'80 per cento dei posti sia disponibile. A Varese presentano e si presenta Luis Scola come amministratore delegato. Non è una scelta banale. Scola ha giocato cinque olimpiadi, dunque ha dialogato non solo in campo con tante generazioni diverse. Ha giocato nell'Nba e in Europa. Ha voluto restare in Italia. Invece che fare dei sorrisini, bisogna fare il tifo per certi personaggi che scelgono di regalarsi al basket italiano.